mercoledì 7 febbraio 2018

Marco Giannini interviene sulla ricetta economica di Di Maio: c'è rischio Default..

Analisi critica in 5 punti.


L'Italia può farcela a patto che non si suicidi facendo evaporare tutti i risparmi (mediante default) degli italiani. 
1) LO SFORAMENTO DEL 3%: INFORMAZIONE CORRETTA (PER IL CITTADINO A DIETA TOTALE DI ECONOMIA).
Analizziamo in modo semplice con i "crismi" dell'imparzialità, della professionalità quindi, cosa comporti lo sforamento del parametro del 3% proposto da alcune forze politiche.
Quando i paesi si sono dati delle regole per competere e queste regole vengono disattese la conseguenza non può che essere negativa.
Quando uno Stato sfora significa che è riuscito a farsi prestare più soldi del solito e questo chi lo garantisce? Siamo un paese incompetente, stagnante ed instabile che oltretutto dichiara di mettersi a violare le regole.
Settori quali: rinnovabili, informatica, formazione, adeguamento sismico ecc non possono dare immediato riscontro in termini di "entrate" fiscali mentre i finanziatori i soldi li rivogliono indietro puntuali. Il rischio è finire piuttosto per tagliarli ulteriormente questi settori perché poi si deve rimediare ai danni!

2) MOLTIPLICATORE DELL'ECONOMIA o DEFAULT? ANALISI CORRETTA.
Quindi parlare di MOLTIPLICATORE con effetti immediati non è ragionevole ed è ingiusto verso il cittadino che ci crede. Ma se gli effetti non sono immediati, cioè se il ritorno in entrate fiscali tarda (e tarderebbe), il costo del debito (spread) va alle stelle ed è accompagnato da svendite di assets VITALI. Prospettive entrambe auspicate dagli "investitori" con sede a Londra (speculatori) pronti a speculare e ad impadronirsi di settori nevralgici. E questo nel migliore dei casi!
Nel peggiore queste prospettive comportano la corsa a nuovi finanziamenti per ripagare prestiti sempre più costosi fino alla bancarotta (ci avviteremo nella spirale debitoria).
Ricordiamo inoltre che la svendita di una banca all'estero comporta la tendenza ad altra desertificazione dei capitali interni al paese (altra recessione).
E' certamente corretto il principio di sviluppare per uscire da contesti di stagnazione investendo in beni e servizi aggiuntivi ma passare dall'ideale al REALE non è semplice. Non esistono bacchette magiche purtroppo.
La stessa definizione "AD ALTO" moltiplicatore denuncia una PREOCCUPANTE imperizia: è noto che la prevedibilità degli effetti di un provvedimento è inversamente proporzionale alla distanza dal momento in cui iniziano a sentirsi gli effetti positivi. Inoltre sono talmente tanti i fattori in gioco che essi sono di ostica valutazione.

3) LO SQUILIBRIO IMPORT/EXPORT.
Se si attuano politiche di domanda interna è automatico che i costi da import minaccino seriamente il saldo di equilibrio (Import/Export).
Più import significa più debito e purtroppo andiamo a toccare nervi scoperti che significano ancora una volta scenari greci o argentini.
Lo stesso Reddito di Cittadinanza così come prospettato (è stato modificato negli ultimi 12 mesi) lasciato lì a se stante senza gli opportuni pesi e contrappesi comporterebbe perdita di competitività.


4) IL REDDITO DI CITTADINANZA.
Pochi sanno che il Reddito di Cittadinanza sarà erogato solo a persone con ISEE inferiore a 6500 euro. Ai senza tetto.
Dopo due anni a qualsiasi straniero non cittadino italiano verrebbe erogato e questo potrebbe aumentare il tasso di immigrazione a spese dei contribuenti. 

5) IL MARKETING: UN CANCRO PER L'ECONOMIA DA QUALSIASI PARTE GIUNGA (DESTRA, SINISTRA, CENTRO).
Vengono presentati come competenti aspiranti politici come Fioramonti del M5S che insegna Economia Politica in Africa ma è laureato in Scienze Politiche.
Teorizza la Decrescita Felice proprio perché non è un economista altrimenti se ne guarderebbe.
Il Market-ing è una delle leggi del mercato ma si lasci al mercato e teniamola lontana dalla seria analisi economica.
Se i contenuti verranno sostituiti dal marketing, dal come ci si presenta (manco un set di pentole), per cercare di recuperare voti dai fans di una moda (la decrescita) è molto pericoloso dato che siamo sotto osservazione.
Sono azioni retoriche per far credere che la MATERIA economica si riassuma in un libricino sulla decrescita di 70 pagine, se il sistema delle conoscenze (Università) si dequalifica a questi livelli ben difficilmente l'Italia ce la farà.
Stesso dicasi del "Ministero Del Cibo" un inutile carrozzone sempre ispirato alla decrescita che non ha niente a che vedere con la buona spesa.
Cordialità.
Marco Giannini.

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