lunedì 24 aprile 2017

Marco Giannini: il mio programma sulla sicurezza a 360°

Intervista di Federico Bilotti (Giornalista e Sociologo ANS) a Marco Giannini.


Dopo la presentazione delle “iniziative e costo zero”, delle proposte del “Parco Archeologico Storico e Naturale lungo il Lombricese” e del “Pescaturismo” Marco Giannini (sostenitore del candidato Sindaco Giampaolo Bertola e candidato in una delle due liste civiche in appoggio) mostra le sue idee sulla sicurezza per Camaiore, una sicurezza che debba essere a 360° e non limitata al tema della criminalità.

“Giannini ci illustri in poche parole il rapporto tra immigrazione clandestina, richiedenti asilo e sicurezza”.
“Guardi siamo arrivati ad un punto in cui tutti coloro che giungono sulle nostre coste si dichiarano richiedenti asilo ed in questo modo le prospettive non possono che essere negative, sia in termini di giustizia ed equilibrio sociale che per quanto riguarda la criminalità. Abbiamo il dovere di consegnare alle future generazioni una società che abbia diritti e salari adeguati e non frutto di una competizione al ribasso. Ci sono inoltre implicazioni inerenti il commercio abusivo ed il relativo racket che si cela dietro questa attività”.

"Andiamo per ordine Marco, come intervenire sul commercio abusivo?"
"Da anni ho elaborato un piano multilivello per contrastare adeguatamente il fenomeno. Esistono realtà praticamente desertificate (es. Pontedera) che sono un intreccio di Coop e clandestini, a qualcuno potrà anche piacere ma io non sono di questo avviso: il microtessuto economico camaiorese è basato sulle piccole imprese ed è importante tutelarlo dalla concorrenza sleale di attività illecite.

Un primo piano di intervento che definirei “geografico” è rappresentato dalla stretta collaborazione tra realtà comunali distinte. Creando una sinergia ad esempio tra Camaiore, Pietrasanta e Forte dei Marmi potremmo individuare i “punti caldi” dove approdano i clandestini con i borsoni (stazioni ferroviarie e dei bus in primis) inviando nelle zone vigili urbani unitamente ad agenti di Polizia e Carabinieri (secondo livello “interforze”) al fine di sequestrare la merce illegale". 

"Basta questo?"

"Certamente no. I controlli andrebbero attuati anche dentro i mezzi di trasporto (treni e bus) avvalendosi anche della Polizia Ferroviaria.

Ai primi due livelli se ne aggiunge un terzo che chiamerei “penale” poiché il clandestino (o irregolare) trovato in possesso di questa merce andrebbe interrogato sulla localizzazione dei luoghi di deposito delle merci contraffatte e sull’identità dei mandanti; nel caso egli non collaborasse, il Comune (parte lesa subendo una perdita economica dall’attività illegale) lo querelerebbe anche per il reato di “associazione per delinquere” chiedendone immediata espulsione. Quello su cui bisogna incidere maggiormente però è, senza ombra di dubbio, il “mandante” e spesso è italiano.

Il quarto livello di intervento lo definisco “storico”: durante le indagini sul commerciante abusivo andrebbe redatta una relazione su eventuali precedenti penali.

Il quinto livello lo definirei “territoriale”: l’”Assessore alla Sicurezza” (figura che reputo stringente creare, al posto di altri assessorati inutili) ogni sei mesi dovrebbe redigere una relazione che indichi la situazione processuale dei malviventi (situazione processuale, luogo del sequestro, generalità ecc)".

"E’ stato chiarissimo ma poco fa ha sottolineato un potenziale legame tra migranti e criminalità. Cosa ha in mente?"

"Da due anni sostengo le stesse cose: la Regione Toscana aveva minimizzato il fenomeno dei richiedenti asilo ipotizzando che il rapporto di 1/600 abitanti (valore massimo sostenibile da parte delle strutture ricettive) fosse sufficiente a rispondere all’emergenza. La realtà si è rivelata ben diversa ed il Viminale ha innalzato lo sforzo richiesto a 2.5 su 1000 sebbene privati, istituti religiosi e strutture pubbliche siano rimasti gli stessi e non siano di colpo divenuti più “capienti”. Questo ha certamente implicazioni riguardanti i servizi di cui queste persone hanno bisogno, dal semplice utilizzo dei pubblici trasporti ad esigenze più delicate (sanitarie ma non solo) non sempre prevedibili; ho a cuore l’equilibrio sociale del sistema in cui sono nato e vivo oltre alle sue tradizioni.

A mio avviso Camaiore deve continuare a rispettare il livello iniziale (realmente sostenibile) di un migrante ogni 600 abitanti perché siamo una comunità responsabile e solidale verso chi fugge da guerre e carestie, tuttavia come cittadino camaiorese pretendo di ospitare solo rifugiati già accertati come tali (non come adesso); ricordo non c’è nessuna Ordinanza prefettizia che ci obblighi a “fare di più”, stiamo facendo già oltre la media. Ricordo che in caso di Ordinanza la responsabilità ricade sul Governo e non credo che il Governo attuale cerchi di perdere altro consenso…".

"E per la sicurezza in senso stretto?"

"Da quando più di un anno fa ho presentato sui principali quotidiani locali il mio programma l’attuale amministrazione ha scimmiottato il piano di lavoro che avevo in mente ricordandosi finalmente della videosorveglianza (poco funzionante fino ad allora) ed integrando, come richiesto, la Polizia Municipale di qualche unità. Credo debba esser data ai cittadini una più sicura possibilità di interagire con le forze dell’ordine rispetto ai gruppi Whatsapp, questo per segnalare situazioni sospette senza tuttavia creare allarmismi (in alcune circostanze si sono sfiorate reazioni pericolose). Tornando ai sistemi di videosorveglianza devono essere incrementati ed utilizzati seriamente. Ricordo che un sistema di videocamere mobili può essere utilizzato anche per prevenire gli incendi disponendole nelle strade d’accesso ai boschi o perfino dentro essi".

"Perfetto sicurezza è anche altro: quindi?"

"Nel febbraio 2016 chiesi pubblicamente che nella frazione di Seimiglia fosse presente un defibrillatore (ed una sinergia con i medici della zona), la proposta ho saputo essere stata realizzata. Ancora dal punto di vista “medico” considero importante un monitoraggio costante della condizione dei tumori nel nostro Comune. Un Assessore alla Sicurezza dovrebbe redigere relazioni annuali su questo punto da pubblicare sulla cronaca locale ed inoltre dovrebbe rivisitare il regolamento delle emissioni elettromagnetiche in radiofrequenza, vagliando l'opportunità di una revisione dell'ubicazione degli impianti (mediante anche la consultazione della cartografia di riferimento)".

"Un settore di cui si sente poco parlare quello della radio frequenza; il suo programma sulla sicurezza termina qua?"

"Non scherziamo! Nelle frazioni ho potuto constatare situazioni di disagio quando non di vero e proprio pericolo per quanto concerne il rischio idrogeologico. Sono in possesso di un progetto di prevenzione attiva che va dall’intervento diretto con bonifica delle situazioni delicate (ad esempio Pedona), al monitoraggio costante.

Per sensibilizzare nelle generazioni camaioresi più giovani l’interesse alla questione sto promuovendo da anni la creazione di due borse di studio, di concerto con le Università toscane, di cui una inerente proprio l’individuazione di rischi idrogeologici nel nostro territorio Comunale".

"Concludendo vorrei tornare sulle questioni migratorie: secondo lei gli immigrati presenti sul territorio sono tutti soggetti potenzialmente pericolosi?"

"Assolutamente no. Ci sono molte persone che lavorano onestamente, pagano le tasse regolarmente e quando sono giunti in Italia per prima cosa hanno cercato di integrarsi rispettando le nostre leggi. Questo può sembrare scontato ma è necessario ricordarlo".

"Le faccio un’ultima domanda poi la lascio: come pensa di valorizzare gli stranieri che, come detto, si sono perfettamente integrati nel sistema produttivo e sociale italiano?"

"Bisogna domandarsi quale sia l’Italia che vogliamo costruire. Vogliamo un’Italia che cerchi di sviluppare il lavoro o che voglia diseducare al lavoro? Vogliamo un’Italia con diritti e salari giusti o privata dei servizi essenziali? Auspichiamo un’Italia di degrado e dei plebisciti populisti o pensiamo ad un paese che nasca dal territorio e si estenda fino ai livelli di Governo con al centro sempre l’approfondimento e lo spirito critico? Ecco io credo che se si forniscono le risposte corrette si è in grado di valorizzare tutte le componenti produttive del paese".

"Grazie Marco".

"A lei".



Ricordiamo che Marco Giannini 41 anni, è camaiorese dalla nascita, è specializzato con lode sia nel Management della Natura e delle sue Risorse che in Bioantropologia.

Nel 2008 la vedova Caponnetto lo onorò di una dedica. Nel 2010 raccolse oltre 300 firme autenticate per spingere le forze politiche ad interessarsi del fenomeno dei migranti nel parcheggio ospedaliero, operazione che ha avuto successo.

Ha presentato recentemente un libro di Economia alla Camera dei Deputati, collabora saltuariamente con ANS Toscana (Sociologi e Giornalisti) realizzando e pubblicando articoli di prestigio citati anche in importanti manifestazioni.

Poeta: una sua opera di forte critica alla guerra in Serbia fu messa in mostra dal critico d’arte Gierut nel 1999.


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