giovedì 13 dicembre 2012

I luoghi comuni sulla "virtuosa" (?) Germania utili a fregarci.. sfatati!

Tedesco laborioso e italiano sfaticato?Mai peggior falso mito!Eccone alcuni di falsi miti!

I tedeschi non sono VIRTUOSI rispetto agli italiani LADRI. Giustissimo colpire gli sprechi e non i servizi (purtroppo con monti mario,scritto piccolissimo, accade l'opposto), ma occhio a non bersi la favoletta del tedesco laborioso e quindi ricco o facciamo la fine di quell'indiano d'America che credeva che gli spagnoli fossero degli Dei ...http://www.facebook.com/notes/marco-orso-giannini/il-falso-mito-della-germania-virtuosa-leggete-almeno-i-primi-2-punti/202569809879381
IL problema semmai italiano è che ne capiamo poco, generalmente di economia e finanza, al punto di credere che la crisi è una crisi del debito (spesso senza sapere nemmeno che cosa è) quando invece è una crisi della finanza, dovu
ta alla crisi dei mutui americani e ALLE PERDITE CHE LE BANCHE FANNO PAGARE A NOI. NEMMENO LORO CREDEVANO DI ANDARE AVANTI COSì A LUNGO CON QUESTA PRESA IN GIRO NEL BELPAESE.

PS: I nostri politici hanno permesso alla Germania di invaderci aprendo i cancelli alla deindustrilizzazione attraverso moneta unica e debiti separati (una assurdità).
Deve essere unito il debito europeo o si va verso la schiavitù.
Non è la Germania cattiva, siamo noi con una classe politica meschina.
La Germania però si ricordi che avrebbe finalmente una occasione concreta di trattare LA STORIA, facendosi perdonare HITLER rinunciando ad una egemonia ottenuta dai politici italioti corrotti.
Una egemonia truffaldina in quanto i principi di redistribuzione geografica della ricchezza (come baluardo contro le nuove economie) è stata disattesa completamente.

ESSERSI AUTOASSOLTA SULLA STRAGE DI SANT'ANNA DI STAZZEMA dopo decenni di scuse (ipocrite quindi) E' UN BRUTTISSIMO SEGNALE.

Vergogna D'Alema, Vergogna Prodi, Vergogna Ciampi, Vergogna Amato e Vergogna Silvio per i soldi puppati a danno fatto nel periodo 99 / 2001 da chi lo ha preceduto.
Vergogna PD attuale che sposa Monti con Renzi in prima fila.
Vergogna all'innalzamento dei ticket su farmaci indispensabili e già costosissimi.
VERGOGNA
14 LUGLIO 1789
Paese mio l'unico modo è rinunciare all'esclusione, al "io vincente, tu perdente" e passare al " NOI rispettosi del prossimo e della natura, degli animali".
DEVE NASCERE UNA NUOVA CIVILTà IN CUI INCLUDERE.

FRATERNITè

(MARCO)

Eccovi il pezzo che distrugge i luoghi comuni!!!!! Non c'è scampo LA GERMANIA VIENE SMANTELLATA PUNTUALMENTE.UNIAMOCI!
DA UN PEZZO DI UN LETTORE DI DI CORI MODIGLIANI!


1. Per la Germania la fine del marco e la convivenza con valute più deboli nell’euro è stata un handicap



Secondo Frank Mattern, capo di McKinsey in Germania, è vero il contrario: “la Germania con l’euro ha guadagnato moltissimo”. Negli ultimi dieci anni un terzo della crescita dell’economia tedesca è dovuto all’euro (165 miliardi nel solo 2010).I motivi principali: fine dei costi di transazione e di assicurazione contro il rischio di cambio; crescita del commercio intraeuropeo; e crescita delle esportazioni tedesche proprio per il fatto che l’euro è una valuta più debole di quanto sarebbe stato il marco (il contrario vale per la lira). Inoltre l’euro ha abbassato molto i tassi d’interesse dei paesi periferici portandoli al livello di quelli tedeschi, con conseguente incremento dei consumi in quei paesi, a beneficio dell’export tedesco. In questo modo il saldo della bilancia dei pagamenti della Germania – in rosso al momento dell’introduzione dell’euro – è cresciuto nel decennio del 41%, sino a 1.021 miliardi di euro (dati Eurostat). http://linus.net/2012/03/ma-cose-questa-crisi-di-vladimiro-giacche/



2. La maggiore competitività della Germania è dovuta al fatto che i tedeschi lavorano più degli altri e che la loro produttività del lavoro è in continua crescita



I tedeschi non lavorano più degli altri: in Italia ogni lavoratore lavora 1.711 ore, in Germania 1.419. Anche i guadagni di produttività sono prossimi a quelli di altri Paesi europei (benché superiori a quelli italiani): ad esempio, la produttività totale dei fattori è cresciuta dal 1997 a oggi di un modesto 5%, pari all’aumento conseguito dalla Francia e ben al di sotto di quello statunitense (13%). E allora dov’è il segreto? Nella deflazione salariale, ossia nel fatto che dal 1998 i salari tedeschi sono diminuiti, rispetto alla media dell’Eurozona, dell’uno per cento all’anno. Ciò ha depresso la domanda interna, ma ha spinto le esportazioni. E infatti, come si legge in una recente ricerca del Centro Europa Ricerche, “dal 1997 a oggi, rispetto all’Eurozona, la Germania ha aumentato le proprie esportazioni del 30 per cento, mentre ha diminuito la propria domanda interna di 15 punti”. In pratica, “la riduzione del costo del lavoro per unità di prodotto rispetto al resto dei paesi europei, ossia il miglioramento della competitività di prezzo all’interno dell’Eurozona, è stata ottenuta dalla Germania grazie al contenimento delle dinamiche salariali”.Questa strategia per competere (non particolarmente moderna) ha tra l’altro il difetto di non essere generalizzabile. Al contrario, funziona soltanto a patto che non la adottino anche gli altri. E infatti, osservano i ricercatori del CER, “se tutti i paesi europei avessero seguito la strada della deflazione salariale, l’economia tedesca non avrebbe realizzato alcun guadagno di competitività” e l’esito sarebbe stato unicamente un generale abbassamento dei salari reali. Invece, a causa degli Stati “viziosi” dell’Europa, così non è stato, e la “virtuosa” Germania ha potuto piazzare i propri prodotti in grande quantità.



http://linus.net/2012/03/ma-cose-questa-crisi-di-vladimiro-giacche-2/



3. La Germania ha i conti in ordine e adotta pratiche fiscali trasparenti



La Germania ha più volte sforato il tetto del 3% nel rapporto deficit/pil. (Da non confondere col debito/pil) Questo è avvenuto già prima della crisi, dal 2003 al 2005. All’epoca, però, la Commissione europea decise di non agire su pressione della stessa Germania (e anche della Francia, che aveva problemi simili). Dopo lo scoppio della crisi la Germania ha poi messo in campo il maggior piano di stimoli per l’economia realizzato in Europa, pari al 3% del suo pil. Inoltre, dal 2008 a oggi, ha speso 93 miliardi di euro per salvare le sue banche. Anche lo scorso anno il deficit è stato superiore al limite di Maastricht, nonostante il peso molto inferiore degli interessi sul debito rispetto alla gran parte degli altri paesi europei, mentre il rapporto debito/pil è salito all’83% (il tetto di Maastricht è il 60%).Quanto alle pratiche fiscali, il 40% del debito pubblico tedesco è allocato presso fondi speciali, il cui deficit non figura nel bilancio federale. Per fare un esempio, gli incentivi per la rottamazione, uno dei cardini del sostegno all’industria automobilistica tedesca, non sono stati posti a carico del bilancio dello Stato ma del fondo pubblico Itf, e sono stati giustificati come “investimenti per le tecnologie verdi” mentre erano un sussidio ai consumi interni. In questo modo tra il 2009 e il 2011 il governo tedesco ha fatto passare come investimenti ben 20 miliardi di euro di spese a sostegno dell’economia.



http://linus.net/2012/03/ma-cose-questa-crisi-di-vladimiro-giacche-3/



4. Anche la Germania sta pagando la crisi del debito, per questo vuole mettere ordineLa caduta della domanda interna nei paesi europei colpiti dalla crisi del debito ha fatto diminuire le esportazioni tedesche verso questi paesi, e secondo Patrick Artus di Natixis ciò ha comportato una minore crescita del pil dell’1,5%. Ma la fuga verso i titoli di Stato tedeschi ne ha abbassato gli interessi di oltre il 2%, con un risparmio per lo Stato tedesco di quasi un punto di pil (0,9%). La crisi ha comportato anche un significativo deprezzamento dell’euro(-17% circa), con conseguente crescita del volume delle esportazioni extraeuropee del 2,4%: un altro 0,8% di prodotto interno lordo guadagnato. Fatte le somme, il saldo della crisi per la Germania per ora è positivo, sia pure in misura contenuta: lo 0,2% del pil per il 2011. A questo va aggiunto che le aziende tedesche oggi possono procurarsi prestiti a tassi significativamente inferiori a quelli delle imprese italiane, spagnole, francesi.



http://linus.net/2012/03/ma-cose-questa-crisi-di-vladimiro-giacche-4/



5. Per la Germania è inaccettabile che l’Unione Europea diventi un’Unione di trasferimenti (Transferunion)



È inaccettabile per Angela Merkel, ma non per la Linke (che chiede proprio questo), e neppure per la Spd. Il capogruppo Spd al Bundestag, Frank-Walter Steinmeier, in un’intervista allo Spiegel, ha sostenuto che trasferimenti di ricchezza in Europa avvengono da tempo ma dal Sud verso il Nord, grazie alla maggiore competitività della Germania, e che servirebbero oggi trasferimenti anche in direzione opposta, proprio per evitare che gli squilibri tra i paesi facciano saltare l’euro. Frank Mattern propone addirittura un “piano Marshall” per i paesi del sud Europa, nell’interesse delle esportazioni tedesche. Anche i cinesi, del resto, comprano titoli di Stato Usa per continuare a esportare negli Stati Uniti.



http://linus.net/2012/03/ma-cose-questa-crisi-di-vladimiro-giacche-5/

Da Bagnai(economista)....Attali, ha anche lui partecipato, in quota Mitterand, alla costruzione di questa catastrofe annunciata,Non sense economico dotato però di un ben preciso senso politico: la rivincita del capitale sul lavoro, con la compressione dei salari e l’espansione della disuguaglianza, come ci indicano i dati e tanti studi scientificiLui che ha scritto il Trattato di Maastricht, ci dice che in effetti il metodo seguito non è stato democratico, ma che questo era essenziale per costringere gli elettori ad andare verso il famoso “più Europa”.



Non abbiamo idea, dice Parguez,gia consigliere economico di Mitterrand, di quanto gli “inventori” dell’euro odiassero l’Italia e la vitalità creativa della sua economia, capace di rivaleggiare con la Germania dopo aver surclassato, in molti settori, grandi potenze come Francia e Gran Bretagna.



DER SPIEGEL (13/06/2012):Con un’uscita dall’Euro e un taglio netto dei debiti la crisi interna italiana finirebbe di colpo. La nostra invece inizierebbe proprio allora. Una gran parte del settore bancario europeo si troverebbe a collassare immediatamente. Il debito pubblico tedesco aumenterebbe massicciamente perché si dovrebbe ricapitalizzare il settore bancario e investire ancora centinaia di miliardi per le perdite dovute al sistema dei pagamenti target 2 intraeuropei. E chi crede che non vi saranno allora dei rifiuti tra i paesi europei, non s’immagina neanche cosa possa accadere durante una crisi economica così profonda. Un’uscita dall’euro da parte dell’Italia danneggerebbe probabilmente molto più noi che non l’Italia stessa e questo indebolisce indubbiamente la posizione della Germania nelle trattative. Non riesco ad immaginarmi che in Germania a parte alcuni professori di economia statali e in pensione qualcuno possa avere un Interesse a un crollo dell’euro.



http://www.spiegel.de/wirtschaft/soziales/euro-krise-der-euro-zone-droht-der-kollaps-a-838581.html



La costruzione europea é una rivoluzione, anche se i rivoluzionari non sono dei cospiratori pallidi e magri, ma degli impiegati, dei funzionari, dei banchieri e dei professori. L'Europa non nasce da un movimento democratico. Essa si crea seguendo un metodo che potremmo definire con il termine di dispotismo illuminato.tommaso padoa-schioppa.estratto da un articolo intitolato “gli insegnamenti dell’avventura europea”, apparso sulla rivista francese “commentaire” n. 87, autunno 1999.Economista e politico,ha fatto parte delle più alte istituzioni finanziarie italiane (banca d’italia) ed europee (commissione e bce).Convinto europeista, ha fatto parte del comitato delors che ha disegnato la strada per la creazione della moneta unica.Poi ministro dell’economia e delle finanze nel governo prodi ii e dirigente del fondo monetario internazionale.



http://www.pmcouteaux.org/cabris/cabris2.html



la percezione generale è che lo stato tedesco è quello che sta aiutando i paesi periferici dell'euro non riflette la realtà. Sta succedendo il contrario. Oggi c'è un gran flusso di capitali di questi ultimi paesi alla Germania. E il presunto "aiuto" alle banche spagnole, come indicato da Peter Bofinger in un'intervista a Die Spiegel (Chatterjee, Pratap, Bailing Out Germany: The Story Behind The European Financial Crisis), "questo non è un aiuto a questi paesi, ma alle nostre stesse banche, che hanno un sacco di debito privato in questi paesi". Questo signore è consigliere economico della signora Merkel. Nel frattempo, la Deutsche Bank e la Commerzbank, due delle principali banche tedesche e che hanno ottenuto grandi profitti prestando denaro alle banche spagnole, hanno avuto i migliori benefici negli ultimi cinque anni.



Fonte: http://www.vnavarro.org/wp-content/uploads/2012/07/es-la-economia-alemana-un-ejemplo-para-el-resto-de-paises-de-la-eurozona-vdef-170712blog.pdf



"I am sure the euro will oblige us to introduce a new set of economic policy instruments. It is politically impossible to propose that now. But some day there will be a crisis and new instruments will be created."



"Sono sicuro che l'euro obblighera ad introdurre una nuova serie di strumenti di politica economica.E 'politicamente impossibile proporli ora. Ma un giorno ci sarà una crisi e nuovi strumenti saranno creati



Romano Prodi, EU Comm. Pres. Financial Times, 4 Dec 2001



"But what is very important is that they not leave the continent hanging on the edge of the abyss as a device for getting more leverage for reform"



"In Europa i tecnocrati al potere non devono lasciare il continente sull’orlo dell’abisso per avere lo strumento con cui strappare ai governi le riforme che vogliono"



T. GEITHNER segretario al tesoro US parlando della situazione EU, preoccupato dai contraccolpi che questo assurdo POLITICO potrebbe avere sulla campagna elettorale.



le parole dell’ex cancelliere tedesco Helmut Kohl , colui che si adoperò con tutte le sue forze affinché l’Italia entrasse nella prima tranche dell’euro. Egli, che aveva certamente una faccia più sveglia di quella di Prodi e Ciampi, nel 1996 affermò: “un’Italia fuori dall’euro farebbe una concorrenza rovinosa all’industria tedesca. L’Italia deve quindi essere subito parte dell’euro, alle stesse condizioni degli altri partner”.



http://icebergfinanza.finanza.com/2012/02/29/germania-grazie-di-tutto-quello-che-fai-per-noi/

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